Dentisti Brescia

Studio dentistico Dott. Filippo Minutoli

Parodontologia

La parodontologia è quella branca dell’odontoiatria che studia e tratta i processi patologici legati ai tessuti di sostegno del dente, ovvero gengiva, osso alveolare, cemento radicolare e legamento parodontale.

La malattia parodontale si distingue in gengivite e parodontite.

Gengivite

La gengivite è un processo infiammatorio associato a sanguinamento e gonfiore delle gengive e rappresenta il primo stadio di evoluzione della malattia parodontale.

Questa fase, se trattata in tempo, è ancora reversibile, in quanto i tessuti di sostegno più profondi non sono ancora stati coinvolti dal processo di degenerazione dell’osso.

Parodontite

Quando l’infiammazione gengivale associata all’azione batterica che alimenta il processo infettivo continua, si configura il quadro della parodontite in cui l’osso inizia a demineralizzarsi e si degenera, alterando così l’architettura dei tessuti profondi e portando ad una perdita di attacco parodontale.

Per questo motivo i pazienti parodontali hanno una mobilità dei denti, soprattutto quando il rapporto corona-radice diventa sfavorevole.

La causa di fondo è sempre una scarsa igiene orale che porta alla formazione di placca prima e di tartaro poi che, se non rimosso adeguatamente, favorisce la retrazione gengivale e l’abbassamento dell’osso alveolare.

Nell’adulto la progressione della malattia parodontale in genere è lenta e si ha un coinvolgimento abbastanza generalizzato dei denti; viceversa possono verificarsi quadri di progressione aggressiva e molto rapida della malattia, anche in giovane età.

In questi casi anche la predisposizione genetica e l’alimentazione possono giocare un ruolo importante oltre che a fattori di rischio molto rilevanti quali fumo e diabete.

La diagnosi viene eseguita attraverso un protocollo clinico che comprende un sondaggio parodontale e uno status radiografico.

Sondaggio parodontale

 Il sondaggio parodontale è un’esame dello stato di salute gengivale (più precisamente del tono dei tessuti gengivali) che viene eseguito con una sonda parodontale millimetrata con cui vengono rilevati numerosi indici legati al sanguinamento, alla presenza di placca e alla perdita di attacco clinico.

Status radiografico

Lo status parodontale è un set di lastre endorali che permettono di analizzare e fare diagnosi sia sui denti che sui tessuti di sostegno attorno ai denti.

Vengono facilmente identificati carie, infezioni endodontiche, restauri incongrui, ma anche difetti angolari o perdite di osso orizzontali.

Al termine dell’esame parodontale è possibile stilare una diagnosi di malattia parodontale che può essere di grado lieve, moderato o severo; se poi è presente almeno un difetto angolare o il coinvolgimento di una forca radicolare (a livello di premolari e molari), la malattia parodontale viene classificata anche come complicata.

Il trattamento prevede una terapia causale iniziale in quanto è necessario rimuovere la causa che ha determinato quel quadro clinico, cioè placca e tartaro, restauri incongrui, otturazioni debordanti, e istruire il paziente ad una corretta tecnica di igiene orale.

La terapia causale prevede delle sedute di igiene, levigatura radicolare e disinfezione profonda (scaling e root planing) al fine di eliminare il tessuto infiammato e infetto e verificare il mantenimento domiciliare da parte del paziente.

Successivamente alla terapia causale il trattamento dei difetti più profondi può essere affrontato chirurgicamente al fine di ripristinare una corretta architettura ossea.

Oltre a questa terapia chirurgica parodontale detta “resettiva” con cui vengono trattati difetti di moderata entità sia localizzati che generalizzati, la terapia parodontale chirurgica può prevedere anche tecniche rigenerative con cui è possibile trattare difetti angolari localizzati anche profondi e tecniche mucogengivali per trattare i difetti dei tessuti molli quali recessioni gengivali e perdita di volume gengivale, sia orizzontale che verticale.

Quando il dente non ha più un adeguato sostegno osseo ed è necessario estrarlo, può essere sostituito da un impianto osteointegrato in titanio biomedicale che dovrà essere curato e mantenuto nel tempo ancor più che il proprio dente al fine di evitare l’instaurarsi di fenomeni di mucosite o perimplantite.

 

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